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Il servitore di carte

Martedì 19 Dicembre, ore 19.00, nella caffetteria Natale a San Cesario di Lecce nuovo appuntamento per Spazio Natale, spazio dedicato agli incontri con l’autore, presentazione di libri, documentari e opere di vario genere. (Ingresso libero) INFO 0832 202462

L’incontro, ad ingresso libero, ospiterà la presentazione del libro fresco di stampa di Giovanni Diurisi “Il servitore di carte” Lecce, A.D.. MDCXXXI (edizioni Pensa 2017). Un affresco della Lecce del ‘600 fra documentazione e invenzione in un testo a metà fra il romanzo storico e il saggio. A intervistare e dialogare con l’autore, Maurizio Nocera.

Spazio Natale si affianca agli ormai avviati “Aperitivi Sonori” del giovedì per la direzione artistica di Daniela Diurisi e Agostino Aresu.

Giovanni Diurisi

Medico, primario ospedaliero nel settore dell’emergenza, con una nutrita lista di interessi in campi disparati: dalla passione per il collezionismo all’amore per il pianoforte e per la cultura nelle sue molteplici espressioni. Abbinando il gusto per la ricerca, il piacere della scrittura e l’attenzione per il proprio territorio, è nata quest’opera prima, che si pone a metà strada fra il saggio ed il romanzo storico.

Giovanni Diurisi - “Il servitore di carte” Lecce, A.D.. MDCXXXI

‘Firenze del Sud’, ‘Capitale del barocco’…

Ma la Lecce del ’600 fu soltanto trionfo dell’architettura? O meglio: solo gusto della decorazione, fasto di ornamenti di chiese, dimore gentilizie, corti e balconi?

No di certo.

Fu anche vita quotidiana, lavoro, miseria e sofferenza, episodi e vicende piccole e grandi.

Furono uomini e donne: nobili, professionisti, artigiani, ed ancora artisti, religiosi, gente qualunque.

A traghettare il lettore in questo universo ai più sconosciuto provvede questo libro, e lo fa attraverso una gran mole di documenti, resoconti, atti notarili, perfino romanze e componimenti poetici, ciascuno straordinariamente vero.

E per il tramite di due personaggi tutti da scoprire: il Vescovo del tempo, Monsignore Scipione Spina, che arrivò dalla sua Napoli e s’insediò sulla cattedra leccese nel 1591, rimanendovi per quasi cinquant’anni, e il suo fido servitore, Giovannino, leccese doc, uomo della strada ma dotato di incredibili risorse. Un sodalizio originale e decisamente affascinante.

Lo spunto è offerto da un censimento realmente realizzato nel 1631 (lo Status Animarum Civitatis Lytii de anno MDCXXXI) e di cui si conserva traccia in un manoscritto venuto alla luce pochi decenni fa nell’Archivio Vescovile leccese, che si rivela preziosa istantanea della società del tempo.

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