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Aperitivi Sonori - CONCERTO

8 FEB APESON NATALE img1

•••• APERITIVI SONORI ••••
Teatro Zemrude e Natale, per la Direzione Artistica di Daniela Diurisi e Agostino Aresu,

** GIOVEDI’ 8 Febbraio ORE 20.30 **

MESIMER

Admir Shkurtaj - Piano Solo

Ospite della serata Admir Shkurtaj fisarmonicista e pianista albanese, salentino d'adozione protagonista della scena della musica contemporanea che presenterà il suo progetto Mesimer un concerto al solo Pianoforte che si basa sull'intreccio dei linguaggi dall'improvvisazione contemporanea con le arie melodiche della tradizione salentina e della musica balcanica.

Il mio primo amore per la composizione è stato Béla Bartók. Se nati e cresciuti in Albania è impossibile non essere legati alla tradizione musicale, a una così ricca tradizione. Abbiamo sempre visto l'infinito nella tradizione” , così il musicista e compositore Admir Shkurtaj scrive nelle note di copertina di Mesimér, il suo album di debutto come solista, proprio ad evidenziare quel rapporto fortissimo che lo lega alla tradizione musicale della sua terra.

Nella prima parte della serata si potranno gustare gli storici aperitivi della casa che per la rassegna saranno variati di volta in volta con proposte di degustazione differenti.

Ingresso con Posti Limitati* (è consigliata prenotazione)

INFO 0832 202462 - COSTO APERITIVO CONCERTO 10€

Mesimer

Mesimer - è un concerto al solo Pianoforte e si basa sull'intreccio dei linguaggi dall'improvvisazione contemporanea alle arie melodiche della tradizione salentina e della musica balcanica.

Queste ultime due sono legate alle terre di provenienza e di residenza del musicista(Albania e Salento) e quella che riguarda invece la ricerca è frutto dell'esperienza da compositore nell'ambito classico contemporaneo nonché alle esperienze jazzistiche o d'improvvisazione in generale.

Si fa uso anche del piano “preparato” - oggetti metallici sulla cordiera che modificando il suono dello strumento, ritmi dispari della tradizione balcanica ma come telaio ritmico di proprie composizioni dell'autore-esecutore, brani della tradizione Salentina alternando atmosfere reali e surreali come un offuscamento delle reali melodie

Il lavoro ha portato la nascita di due produzioni discografiche; "Mesimer" e "Feksin" entrambi prodotti dalla nota etichetta discografica Otrantina Anima Mundi

La durata del concerto è di 60 – 75 min circa.

Admir Shkurtaj , Dopo aver iniziato la sua formazione musicale a Tirana, Shkurtaj nel 1991 si trasferisce a Lecce e da allora e ha intrapreso un personale percorso di ricerca che lo ha condotto attraverso lo studio del jazz e della musica contemporanea, passando per gli incroci tra la tradizione musicale salentina e quella balcanica. Proprio lui, infatti, è uno dei protagonisti di quel filone balkan salentino che ha visto in Opa Cupa, Talea e Ghetonìa, le sue massime espressioni. Proprio con il gruppo di Roberto Licci e Salvatore Cotardo, il musicista albanese, imbracciando la fisarmonica, diventa determinante per la caratterizzazione del loro sound, che li vede rileggere la tradizione della Grecìa Salentina attraverso la luce riflessa dei suoni provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico. Il suo stile è così permeato dal suono della Terra delle Aquile, come scrive lui stesso: “E’ un fatto quasi inconscio, come scrive lo stesso Shkurtaj: “Per quanto cerco di staccarmene e di incoraggiare altre forme di “amore per il suono”, lei appare sempre. Si mimetizza persino nello stridolio della porta arrugginita, nelle gocce d'acqua sulle superfici metalliche, nella somma del vociferare nelle strade. Si possono però intraprendere percorsi dai punti sparsi della propria esistenza. La materia te lo permette. Bisogna solo aprire le orecchie! Le proprie e di chi ascolta”. Non ci sorprende, così, che per il suo disco di debutto Admir Shkurtaj abbia scelto di condurci nel cuore della sua ispirazione, e per farlo ha utilizzato un semplice pianoforte, selezionando tredici brani ed incidendoli nella Masseria Santa Lucia, nel borgo fantasma di Magurano, nelle campagne di Alessano (Le). Una scelta quest’ultima non casuale tanto per la bellezza e la suggestione del luogo, quanto per l’acustica, che esalta l’evocatività di ogni singola nota suonata. Brani autografi, canti tradizionali e pizziche vengono così destrutturate e ricostruite attraverso i canoni del jazz d’avanguardia e il peculiare stile pianistico del musicista albanese. Durante l’ascolto brillano l’inziale “Hyrie” firmata dallo stesso Shkurtaj, che ci introduce a due immaginifiche variazioni di “Agapimu Fidela Protini”, e alla splendida rilettura di “Aspro To Chartí”, tutte firmate da Salvatore Cotardo e provenienti dal repertorio dei Ghetonìa. Si prosegue con la “Tarantella del Gargano”, e il tradizionale greco “Selfo”, la cui esecuzione è ispirata da una copia de Il Manifesto del 21 gennaio 2012. Si torna al Salento prima con “To To To”, poi con “Comu è Bellu Cu Bai Pe' Mare”, in cui brilla l’ottimo assolo tra le due strofe, caratterizzate da una tonalità diversa da quella della melodia, fino a toccare la bella resa di “Kali Nifta” la cui melodia si apre alle influenze della rumba balcanica. Il vertice del disco è rappresentato da “Pizzica di Santa Lucia”, la cui rilettura si basa sul concetto di “gesto” con le dita che si rincorrono in modo naturale sulla tastiera seguendo il fluire dell’ispirazione, e la Pizzica di San Vito, dedicata all’indimenticato Giandomenico Caramia, e che si caratterizza per la particolarità della struttura che segue una immaginaria sceneggiatura sonora con cinque parti che si alternano. Suggella il disco la bella riproposizione di Luna Otrantina di Daniele Durante, le cui atmosfere notturne richiamano lo splendido cielo stellato salentino. Admir Shkurtaj con Mesimér ha dato vita ad un disco fascinoso ed originale da cui traspare non solo tutto il suo percorso musicale, ma anche la sua ricerca tra il suoni della musica contemporanea e del jazz.