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Aperitivi Sonori - Senza Voce

•••• APERITIVI SONORI ••••
Teatro Zemrude e Natale, per la Direzione Artistica di Daniela Diurisi e Agostino Aresu, organizzano per la stagione autunnale 4 appuntamenti al mese all’insegna del gusto e delle arti.

** GIOVEDI’ 16 Novembre ORE 20.30 **

SENZA VOCE (storia di Ciccilla, Briganta sì e santa no)

Testo di Valentina Diana.

Con: Silvia Lodi regista, attrice e Leone Marco Bartolo musiche dal vivo

Ingresso con Posti Limitati* (è consigliata prenotazione)

INFO 0832 202462 - COSTO APERITIVO CONCERTO 10€


Serata dedicata al teatro con SENZA VOCE, spettacolo finalista del festival indipendente Roma R.I.P.Arte 2013 che pone l’accento sulle opere di artisti che sperimentano il linguaggio del teatro canzone e/o del teatro politico. Interpreti Silvia Lodi

Nella prima parte della serata si potranno gustare gli storici aperitivi della casa che per la rassegna saranno variati di volta in volta con proposte di degustazione differenti.

L’unità d’Italia e il Mezzogiorno: la terra è il fattore scatenante.

Il mutamento del governo, come sempre accade, ha acceso le speranze dei poveri di poter

riscattare quella terra che così duramente lavoravano, per affrancarsi dalla miseria; ma la

speranza è durata poco e il destino dei contadini appare segnato: rassegnarsi o ribellarsi. In questo

contesto nasce il fenomeno delle "brigante", le donne del Sud rimaste orfane, vedove, madri

senza più figli. Donne che vedono la loro vita tranquilla sconvolta, non hanno più i riferimenti

tradizionali di sudditanza e sottomissione, l’equilibrio familiare è compromesso; essendo donne

sole sono esposte alla violenza degli uomini, anche il loro destino appare segnato: rassegnarsi o

ribellarsi.

Questa che noi raccontiamo è la storia di una donna, una briganta, la briganta Ciccilla,

all’ epoca dell’Unità d’Italia. Non è una combattente, non ha un ideale e non combatte dietro

nessuna vera bandiera. Una vittima, soprattutto. Ecco, direi che si potrebbe dire così: Questa è

la storia di una vittima del fatto di essere donna in un mondo in cui le donne avevano

principalmente il dovere di stare zitte ed obbedire agli uomini, ai genitori, alle autorità, a Dio e

ai santi. Ciccilla, non una martire o un'eroina volontaria. Una persona. Una femmina mezza

barbara, selvatica, una povera crista, una che non sa né leggere né scrivere, una che, non

trovandola da nessuna parte, si fa una giustizia sua, ci prova e (naturalmente) non ci riesce. La

sua storia è la storia di una guerra contro troppe cose, è la storia di una guerra ad armi impari,

persa in partenza ma senza una resa.La storia di Ciccilla è la storia di un tentativo di far restare

umane cose e persone schiacciate dai libri di storia, di dar loro voce, di farle cantare.

Valentina Diana